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Il bello qui intorno: l'estate sull'Alpe Cimbra

Cinque cose da fare a piedi partendo dal lago: un sentiero d'arte nel bosco, una fortezza a picco sulla valle, un drago di legno e un giardino per le api.

Bazzario · 5 min di lettura · 25 luglio 2026

C'è un vantaggio che qui diamo per scontato: il lago non è la gita, è il punto di partenza. Dal Lago di Lavarone i sentieri si aprono in tutte le direzioni — nel bosco, nella storia, dentro l'arte contemporanea. Ne raccontiamo cinque, in ordine di distanza dalla porta di casa.

Siamo sull'Alpe Cimbra, l'altopiano che prende il nome dai Cimbri, le comunità di lingua germanica che si insediarono su queste montagne secoli fa. A Luserna, qui accanto, il cimbro si parla ancora — ed è una delle lingue minoritarie più piccole d'Europa.

1. Il giro del lago

Il più semplice, e quello da cui conviene iniziare. L'anello che abbraccia il Lago di Lavarone è quasi tutto pianeggiante: circa due chilometri di riva, pontili e riflessi, che si fanno in mezz'ora buona senza fretta. È perfetto al mattino presto, quando l'acqua è ferma e il paese dorme ancora.

Adatto a tutti, passeggini e biciclette comprese. E ai cani, che qui sono di casa.

2. Il Respiro degli Alberi

Se esiste una camminata che sa di silenzio, è questa. È un sentiero d'arte contemporanea nel bosco di Lavarone: lungo il percorso si incontrano sculture nate da elementi naturali, costruite tutte attorno a un'unica idea — l'albero come simbolo di vita.

Non sono opere pensate per durare: il bosco, col tempo, se le riprende, ed è parte del progetto. Ogni estate ne nascono di nuove. Si cammina all'ombra tra abeti e faggi, ci si ferma davanti a una scultura, si respira, si riparte. Sono circa due chilometri e mezzo, da prendere con calma.

3. Forte Belvedere Gschwent

Guardando il lago oggi è difficile immaginare che poco più di un secolo fa qui passasse un confine conteso. Eppure l'Alpe Cimbra conserva una delle testimonianze più forti della Prima Guerra Mondiale: le 7 Fortezze degli Altipiani.

Il Forte Belvedere Gschwent è il più scenografico e il meglio conservato — aggrappato alla roccia, a picco sulla Val d'Astico. Oggi è un museo che si visita camminando tra gallerie e cannoniere, con panorami che tolgono il fiato per due motivi diversi. Ci si arriva con una passeggiata breve, adatta anche a chi non è allenato.

Le fortezze sono unite idealmente dal Sentiero della Pace, che attraversa l'intero fronte: sull'altopiano se ne percorrono tratti facili, tra prati e boschi, con trincee e postazioni che affiorano a ogni curva.

4. Il Drago Vaia, che è morto e poi è tornato più grande

Questa è la storia migliore dell'altopiano, e va raccontata per intero.

Nell'ottobre del 2018 la tempesta Vaia abbatté milioni di alberi nel Nord-Est. Nel 2021 lo scultore Marco Martalar prese quel legno — duemila pezzi, tremila viti — e ne fece un drago alto sei metri, a Magrè di Lavarone. Non un monumento alla catastrofe: una cosa viva, fatta con quello che la catastrofe aveva lasciato. In due anni ci salirono decine di migliaia di persone.

Nella notte del 23 agosto 2023 qualcuno gli ha dato fuoco. È bruciato tutto, in un incendio doloso che si vedeva da lontano.

Qui la storia poteva finire, e invece no. Martalar l'ha rifatto — e l'ha rifatto il doppio. Il nuovo drago, inaugurato il 1º luglio 2024, è lungo sedici metri, alto sette, e pesa sei tonnellate: è la scultura di drago in legno più grande del mondo. Ma il dettaglio che lascia senza parole è un altro. È fatto di legno carbonizzato, bruciato apposta dall'artista, e dentro ci sono i resti del drago incendiato. Si chiama Regeneration. Forgiato dalle ceneri, letteralmente.

Ci si arriva solo a piedi, e questo fa parte del punto. I sentieri partono da quattro punti con parcheggio — da Cost sono circa trenta minuti, da Gionghi fra i quaranta e i sessanta, e da Bertoldi si può accorciare con la seggiovia. Pendenze dolci, bosco tutto intorno.

È una storia che qui ci riguarda da vicino: parte del legno recuperato dopo Vaia è stato rilavorato e usato anche in questa struttura. Lo stesso disastro, la stessa idea di non buttare via niente.

5. Il Cammino delle Api

Chiudiamo con la sorpresa più dolce. Il Cammino delle Api dell'Alpe Cimbra è un itinerario tematico dedicato ad api e impollinatori che collega Folgaria, Lavarone e Luserna, con quattro Giardini delle Api disegnati con fiori autoctoni.

La buona notizia è che non serve farlo tutto: uno dei giardini si trova proprio sulla riva del Lago di Lavarone, a due passi da qui, lungo il sentiero del Prombis. Cartelli, piccoli quiz, e la scoperta di quanto lavoro sta dietro a un vasetto di miele. È la passeggiata giusta da fare con i bambini.

Go wild for a while. Il bello, qui, è a portata di passo.

Tempi, lunghezze e aperture cambiano con la stagione: prima di partire vale sempre un controllo sulle mappe ufficiali dell'Alpe Cimbra. Noi intanto ti aspettiamo al lago — e il cestino picnic per la strada lo prepariamo volentieri.

Per approfondire

Le camminate dalla riva sono in "cosa fare sul Lago di Lavarone", i forti in "cosa vedere a Lavarone" e il foliage in "autunno sull'Alpe Cimbra".

Domande frequenti

Dove si trova l'Alpe Cimbra?

L'Alpe Cimbra è un altopiano del Trentino meridionale che comprende Folgaria, Lavarone e Luserna. Il Lago di Lavarone si trova a 1.100 metri di quota.

Cosa fare sull'Alpe Cimbra d'estate?

Bagno e spiaggia al Lago di Lavarone, passeggiate e sentieri d'arte, visita ai forti della Grande Guerra, e-bike, malghe e Bike Park. Le giornate si costruiscono partendo dal lago.

Quanto dista l'Alpe Cimbra da Trento?

Circa un'ora di auto da Trento, poco più da Rovereto.

La spiaggia è aperta. Bazzario ha la sua spiaggia privata sul Lago di Lavarone, con la Bau Beach dove i cani entrano in acqua senza che nessuno faccia storie. Aperta fino a metà settembre.

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